WEBITALIA AUTORI – Freelance – DANIELE CASCONE
Intervista di WebItalia – Numero Uno – Novembre 2008
di Federica Pavone
Classe 1977. Ragusano. Web designer. Finalista a PWI 2007.
Daniele Cascone si occupa di digital art, web design e fotografia.
I suoi lavori sono visibili su www.danielecascone.com,
www.braintwisting.com, www.reflectiva.com
Chi è Daniele Cascone? Parlaci del tuo profilo professionale e del tuo percorso formativo.Sono un web designer che lavora per un network turistico nazionale. Ho iniziato anni fa con la grafica pubblicitaria per passare successivamente al web. Coltivo tanti interessi: sport, viaggi, cinema, lettura, arte, fotografia. Sono un appassionato di digital art e dal 2001 ho iniziato a usare questa tecnica intensivamente.
Un aggettivo per la tua arte. Surreale, magica, inquietante, onirica… o?
Mi piace definirla surreale, con tocchi di bizzarra inquietudine che a volte sfocia in risvolti buffi o grotteschi.
Come è nata in te la passione per l’arte digitale?
Da sempre ho dipinto e disegnato in modo incostante e disordinato. Quando ho iniziato a lavorare come designer e a conoscere bene i software di grafica, mi è venuto naturale sperimentare questa nuova tecnica per fini personali. Lì ho capito che avevo trovato gli strumenti ideali, cosa che non è capitata con pennelli e matita.
Arte, web design, fotografia: elementi che si compenetrano… in che modo, nella tua personale esperienza?
Sono tutti elementi che servono per comunicare “visivamente”. In certi casi sono concettualmente distanti (ad esempio il web design con l’arte), in altri si completano (digital art e fotografia).
Come si sta evolvendo la figura del web designer in Italia?
La figura del web designer è di per sé in continua evoluzione: non sarebbe tale se non andasse al passo con i tempi! L’abilità sta nel saper dosare e valutare attentamente le nuove tendenze e capire cosa bisogna approfondire e proporre al pubblico.
La situazione in Italia la vedo confusionaria: quello che nei primi anni sembrava un lavoro esclusivo e pieno di prospettive, adesso è invaso da diverse figure che confondono e rovinano il mercato. E’ vero che chi ha le giuste qualità emerge dalla massa, ma bisogna farlo con più prepotenza rispetto al passato.
Come definiresti la tua visione del web?
Il web ha tante sfaccettature. Per me è soprattutto conoscenza: una fonte inesauribile di informazioni difficile da trovare su altri media. L’altro aspetto che sfrutto è quello della possibilità di promuoversi: insostituibile!
Hai partecipato a numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero.
Rappresentano una tappa obbligata per un artista?
Certamente. Il problema è stabilire se si è pronti a esporre e, soprattutto, se lo è chi organizza questi eventi. Il successo di una mostra è una questione spigolosa, dove entrano in gioco dei fattori che sul web non esistono. Spesso ci si scontra con un sistema dedito più all’aspetto economico che alla divulgazione culturale.
Parallelamente, quanto è importante essere presenti sul web?
Tantissimo. Internet permette il confronto con altri autori, importante per crescere artisticamente, ed è un ottimo biglietto da visita. Grazie ad esso non sono vincolato dalle barriere territoriali e posso raggiungere obiettivi più alti. Un sito web, ad esempio, è uno strumento potentissimo se usato bene.
Qual è il lavoro di cui ti ritieni maggiormente soddisfatto?
Brain Twisting è un progetto che mi ha dato tante soddisfazioni.
Sul lato artistico, ritengo che le ultime serie di immagini “Houses” e “I am not” delineano la mia poetica meglio che in passato. Nonostante ciò, qualsiasi soddisfazione ha vita breve in me, in quanto l’unico pensiero è di andare oltre. E’ come ricominciare da zero, rimettendo tutto in discussione. Ma è anche meno noioso.
Qual è il segno distintivo del web italiano?
Anni fa notavo negli italiani uno stile fresco e “vibrante”. Non so se è ancora così, perché non faccio più caso alla provenienza. Certamente ci sono dei buoni esempi di web design, ma non sono in grado di identificare un segno distintivo tipicamente italiano.
Sei a conoscenza del fatto che l’associazione AssoWebItalia, tra le diverse attività, per promuovere le iniziative e le competenze dei soci, rilascia certificazioni sulla qualità dei siti web, realizzati “a regola d’arte”? Quale è la Tua opinione in proposito?
Non sono al corrente del funzionamento di queste dinamiche. Secondo me, anche avendo una buona conoscenza della materia, i fattori per definire un sito “di qualità” sono tanti. Ad esempio potrei basarmi solo sull’aspetto grafico e tralasciare tutto il resto. Ma otterrei un giudizio incompleto che andrebbe bene ad alcuni e lascerebbe scontenti altri.
Bisognerebbe chiedersi dell’utilità di queste certificazioni: se premio un sito perché ha ottenuto il suo obiettivo e fa bene il suo lavoro, la certificazione mi darà qualcosa in più o, avendo già raggiunto lo scopo, sarà solo un piacevole riconoscimento da mostrare agli amici?
Se la risposta soddisfa la prima ipotesi, potrebbe trattarsi di qualcosa di interessante.








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