
Arianna Ciccarelli - Artdisk Vincitore PWI 2009 - Categoria Informazione (in collaborazione con Paolo Carta - Thanit)
Arianna ci dice di sè: Arianna nasce nel bel mezzo dell’estate del 1970, il 29 luglio, sotto il segno lucente, esuberante e scandalosamente narciso del Leone ma (s)bilanciatamente influenzato dall’ascendente nero, introspettivo e ”profondo” (definizione gentile per sostituirel’allusione poco carina alla”pesantezza”) dello Scorpione. Poco più di un mese e mezzo dopo e sarebbe nata nel segno della Bilancia, senza tutti questi sforzi di mediazione. Ma si sa, se le cose non sono strane, non ci piacciono. E così, quasi per magia, il bianco e il nero convivono più o meno pacificamente nella mente di Arianna, che per ovviare al dilemma, si butta sui colori.
Consulente di Comunicazione d’Immagine, Visual Designer e Art Director.
www.artdisk.it
Intervista da WebItalia – Numero Uno – novembre 2008
Arianna Ciccarelli – LAVORO&PASSIONE
Chi è Arianna in due aggettivi?
Monocromatica ma anche variopinta.
La società da te fondata, Artdisk, si occupa di grafica, comunicazione e web design, come hai iniziato il tuo percorso professionale?
Ho un background di studi sulla Comunicazione Visiva formato al Politecnico di Milano e da sempre sono stata affascinata dalla differente modalità e di approccio al target finale partendo dai diversi strumenti di comunicazione. Quando agli inizi del ’90 si parlava (ed era oggetto di studio da parte di noi alunni) di Realtà Virtuale e Realtà Artificiale, la spinta a conoscere quanto più possibile sui meccanismi di induzione a qualcosa (per esempio induzione all’acquisto ma anche in una visione meno materiale e quindi vista più come un suggerimento all’apertura mentale) è stata molto forte. Ed è stato altrettanto forte studiare come e quanto questi nuovi codici e questi meccanismi fossero differenti su Internet, che piano piano ha acquisito e si è conquistato a tutti gli effetti un ruolo di strumento di comunicazione di massa, esattamente come gli altri mass media classici (stampa, TV e radio). Allora non esisteva niente, nessun corso, nessun indirizzo di studi sul web design e sul visual design, quindi ho iniziato da autodidatta inziando con Frontpage, passando per NetFusion e finendo con Dreamweaver. Poi seguii corsi di HTML, ActionScript, Flash base e sull’uso di Dreamweaver. Nel corso degli anni, le cose sono cambiate tantissimo, sia dal punto di vista tecnico e informatico, sia dal punto di vista di concezione e di distribuzione estetica delle informazioni all’interno del monitor stesso.
Come e dove trovi gli stimoli e l’ispirazione per sviluppare idee creative ed inedite per la realizzazione dei tuoi progetti?
Io sono una mente avida di segni visivi, simboli, significati, contrasti, per cui qualsiasi cosa attrae la mia attenzione. I viaggi all’estero sono fondamentali per respirare altra cultura, altro tipo di messaggi (dai flyer ai manifesti, alle insegne pubblicitarie, alle segnaletiche stradali…), esattamente come è indispensabile navigare, magari anche in siti stranieri.
E poi… musica, cinema, mostre, teatro…
Hai qualche abitudine particolare che ti aiuta durante il tuo processo creativo?
Spesso faccio degli schizzi a mano libera nel momento in cui mi viene un’idea. Altre volte invece mi metto nei panni dello spettatore e mi chiedo: Quali informazioni mi aspetto di ricevere? E che sensazione mi piacerebbe avere? Come mi piacerebbe scoprirne i contenuti e i messaggi?
Qual è il progetto di cui sei più fiera?
Tutti quelli in cui ho dovuto mediare quanto avevo nella testa con quanto aveva nella testa invece il cliente e, nonostante questo sforzo, il progetto finale ha soddisfatto entrambi.
Cosa viene prima: funzionalità o innovazione?
Secondo me, funzionalità. L’innovazione senza funzionalità è inutile.
Sei stata premiata a DONNAèWEB 2008 con il sito www.cinemalesbico.it, ma hai vinto anche nel 2007, come ricordi le giornate di DèW?
Sono un’inguaribile passionale. Ogni volta per me è veramente un’emozione fortissima, partecipare, arrivare in finale, incontrare i colleghi, commentare con loro i siti in concorso, aspettare, tifare, incrociare le dita, e… poi va bene anche se non sali sul quel palco, perché sono le emozioni ad essere la vera benzina della mente. Se invece ci sali anche, allora, la sensazione di ubriacatezza prende il sopravvento e ti dura per settimane…
Sei arrivata in finale anche a PWI, continuerai a partecipare?
Certo che sì! Spero di avere ancora tanti altri progetti da sottoproporvi a giudizio!
Cos’è il web design per te? Lavoro o passione?
Credo di essere molto fortunata ad avere modo di esprimere una buona parte di me che coincidere con lo svolgere il mio lavoro. Penso che una forte passione sia alla base di una grande professionalità.
Tre tag per definire il web design?
<comunicazione d’immagine on line>
<gradevolezza estetica>
<fruibilità di informazioni>
Cosa non ti piace della Rete?
Non mi piace il fatto che chiunque, autorevole o meno, possa pubblicare qualsiasi cosa (grazie alla facilità di utilizzo come blog o strumenti simili) in nome del fatto che la Rete sia ad uso e consumo di tutti e che dia a tutti libertà di espressione e di parola, spesso a scapito dell’etica, del buon gusto e del pudore. E non mi riferisco (solo) ad ambiti legati alla pornografia, ma a temi come l’inneggiamento al suicidio, al razzismo, all’intolleranza, alla violenza.
Fuori della rete quali interessi ti prendono maggiormente?
Di sicuro la musica è una mia grandissima passione, insieme all’architettura, al cinema, alla danza contemporanea e ai viaggi. E poi… CSI, Law&Order, Criminal Intent…
Tornando in rete, cosa pensi dei social networks? Ne frequenti qualcuno?
Penso che siano un’idea geniale e automaticamente naturale nel mondo del web. Il modo più veloce di connessione tra individui con qualcosa in comune, avvalorando la tesi di Stanley Milgram dei “Sei gradi di separazione”, di cui ho sempre subìto il fascino.
Frequento abbastanza spesso Anobii (www.anobii.com), Facebook (www.facebook.com), Computerlove (www.cpluv.com), LinkedIn (www.linkedin.com).
Ti consideri professionalmente arrivata?
Non credo esista mai un vero traguardo finale, ma piuttosto tanti piccoli step di progresso. E il successo è una condizione personale e soggettiva. E soprattutto è tutta un’altra storia.
La nostra domanda di sempre: esiste un web italiano?
Esiste uno stile italiano riconoscibile perché spesso riconoscibili sono i tratti dell’agenzia creativa che li sviluppa.
(se hai risposto sì) Cosa lo caratterizza?
Un design fresco e nuovo, un gradevole impatto visivo, spesso una pulizia nel segno creativo. Altre volte, rigidità grafica, staticità o ridondanza delle informazioni, poca conoscenza delle potenzialità del software con cui sono sviluppati i progetti, cattiva web usability, difficoltà di comprensione della struttura navigabile.
Qual è il segreto del successo (compreso il tuo)?
La consapevolezza che esiste sempre una mutazione a cui è necessario adeguarsi e seguire, l’importanza di avere un’obiettiva percezione di sé e di non essere mai troppo convinti di essere i migliori. Essere sicuri di sé rende attivi e propositivi, essere presuntuosi rende ciechi e statici.
Vi ringrazio davvero molto per lo spazio concessomi. Sono orgogliosa di lavorare con voi.
Federica Pavone



Il palcoscenico del web italiano riaccende le luci.
Si alza il sipario sull’ottava edizione di PWI – Premio Web Italia 2010 che si annuncia ricca di novità e sorprese e pronta ad accogliere tutti i talenti del web italiano.
Tutte le informazioni e le modalità d’iscrizione sul sito ufficiale del concorso:
http://www.premiowebitalia.it
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